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December 13 Tu... in cosa credi?"Credo in cose reali e in altre che non lo sono e credo in altre cose ancora che nessuno sa se sono reali o no. Credo in Babbo Natale e nel coniglietto di Pasqua e in Marylin Monroe e nei Beatles, in Elvis e in Mister Ed. Guarda… credo che gli uomini siano esseri perfettibili, che il sapere sia infinito, che il mondo sia nelle mani di un cartello bancario segreto e che gli alieni vengano a trovarci regolarmente, alieni bravi e tutti rugosi che assomigliano ai lemuri e alieni cattivi che mutilano il bestiame e vogliono rubarci l'acqua e le donne. Credo che il futuro sia preoccupante e che un giorno la Donna-Bufalo-Bianco tornerà a prenderci tutti a calci nel sedere. Credo che gli uomini siano soltanto bambini troppo cresciuti con gravi problemi di comunicazione e che il declino del sesso in America coincida con la chiusura dei Drive-in. Credo che gli uomini politici siano dei disonesti e senza principi e credo che siano comunque preferibili all'alternativa. Credo che quando verrà il grande terremoto la California affonderà nell’oceano, mentre la Florida si dissolverà, inghiottita dalla follia, dagli alligatori e dalle scorie tossiche. Credo che il sapone antibatterico stia distruggendo la nostra capacità di resistenza alla sporcizia e alle malattie e che quindi un giorno verremo tutti annientati da un banale raffreddore come i marziani nella Guerra Dei Mondi. Credo che i più grandi poeti del secolo scorso siano Sitwell e Don Marquis e che la giada sia sperma di drago secco, e che migliaia di anni fa in una vita precedente sono stata una sciamana siberiana monca. Credo che il destino dell'umanità sia scritto nelle stelle. Credo che le caramelle fossero davvero più buone quand'ero piccola, che da un punto di vista aerodinamico per il bombo sia impossibile volare, che la luca sia un’onda e una particella e che da qualche parte ci sia un gattino chiuso dentro una scatola vivo e morto allo stesso tempo (ma che se non si sbrigano ad aprire la scatola e a dargli mangiare finirà per essere morto e basta) e che nell’universo ci siano stelle miliardi di anni più vecchie dell’universo stesso. Credo in un dio tutto mio che si preoccupa per me e protegge tutte le mie azioni. Credo in un dio impersonale che ha messo in moto l’universo e poi è andato a spassarsela e non sa nemmeno che esisto. Credo in un universo privo di dèi mosso dal caos, rumore di fondo e una grande fortuna. Credo che tutti quelli che dicono che il sesso sia un'attività sopravvalutata non l'hanno mai fatto come si deve. Credo che chiunque sostenga di sapere come va il mondo sia capace di mentire anche sulle piccole cose. Credo nell'onestà assoluta e nella necessità di ragionevoli menzogne sociali. Credo nel diritto delle donne di scegliere, nel diritto di un bambino di vivere, che se ogni vita è sacra non c’è niente di male nella pena di morte, sempre che sia possibile fidarsi del sistema legale, e che solo uno scemo si fiderebbe. Credo che la vita sia un gioco, uno scherzo crudele e che sia quella cosa che ti capita quando sei vivo, quindi tanto vale godersela." Tratto da American Gods di Neil Gaiman. Se siete arrivati fin qui vuol dire che avete letto tutto il pezzo che ho postato e quindi mi sa che mi tocca almeno qualche spiegazione. Il pezzo soprariportato è tratto da questo interessantissimo libro che sto leggendo per ora (e si... sembra proprio strano... ma sto leggendo un libro :P) e che mi sta affascinando veramente tanto. Il brano si inserisce in una conversazione tra il protagonista e una ragazza che il destino gli ha fatto incontrare due volte e alla quale, lui, deve dare un pò di "insipegabili" spiegazioni. Alchè lei, prima ancora di ricevere le suddette spiegazioni, se ne esce con questo stupendo monologo, quasi un moderno credo che si incastona perfettamente con l'atmosfera di conflitto tra vecchio e nuovo, abbandonato e moderno, dimenticato e innovativo che pervade tutta la storia. Non vi spoilero nulla del libro, ma vi dico solo che la trama racconta di una "battaglia" tra i vecchi dei, ormai dimenticati e caduti in miseria, contro quelli nuovi, forti e potenti e di una tempesta in arrivo. Questo brano l'ho letto per la prima volta ieri sera e mi è piciuto tantissimo, penso che sia veramente profondo anche se in una maniera prettamente moderna, e mi ha suscitato subito la domanda: "io in cosa credo?" oppure "tu, in cosa credi tu?" E' inportante definire, capire, inquadrare, determinate situazioni, determinate azioni, dare un significato alle cose? E se poi ciò non fosse possibile...abbiamo veramente il bisogno di crearci i nostri dei "personali"? Che potere hanno le nostre convinzioni su noi stessi o sugli altri o sull'universo che ci circonda? Un'altra osservazione che mi è venuta in mente quasi immediatamente è stata: "caspita sembra proprio il credo cristiano!" quel credo che ci hanno inculcato fin da piccoli, che ci hanno costretto a recitare a memoria, a impararlo e farlo nostro, quasi come se non ci dovesse essere spazio per altre convinzioni, convinzioni personali, nate da un proprio rapporto con le cose e con il tutto, nella totale libertà di esseri umani, capaci di pensare e agire con le nostre teste e con i nostri pensieri. Il "credo" di questo personaggio inventato è indubbiamente stupido, ma è un credo unico, personale e penso che abbia mille volte più senso di uno dettato e imposto quasi con la forza. Detto ciò lascio la parola a voi, dopo questo mio piccolo delirio delle 11 e mezza, vi chiedo, se vi va, di leggere quel breve brano e di scriverne le vostre considerazione, i vostri commenti o qualsiasi altra cosa vi susciti, ma, cosa più importante di tutte, vi chiedo: VOI... IN COSA CREDETE? Comments (6)
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